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Joseph Pilates vita storia metodo

Joseph Pilates vita storia metodo. Chi è Joseph Pilates? Tutto sulla vita, la storia ed il metodo che prende il suo nome. Il Pilates.

La prima domanda che mi fanno i miei allievi quando arrivano al centro è una cosa del genere: “perché il metodo si chiama “Pilates” Chi è Pilates? Cosa vuol dire Pilates? La mia risposta naturalmente è sempre la stessa: Pilates è il nome del creatore del metodo denominato da lui “Contrology” ovvero: Hubertus Joseph Pilates.

’’La forma fisica è il primo requisito per la felicità.’’
Scopriamo imsieme tutto su joseph Pilates, la vita la storia e il suo strabiliante Metodo: il Pilates.

Tabella dei Contenuti

La vita, il pensiero e la storia di Joseph Pilates

Hubertus Joseph Pilates, nato Mönchengladbach, in Germania, ha elaborato questa tecnica a partire dalla propria esperienza. Bambino malato e introverso, figlio di una madre naturopata, Joseph Pilates ha vissuto la sua intera esistenza nella pratica della cultura fisica e dei principi di salute olistica.

Nel suo libro ‘Return to Life Through Contrology’, scrive:

’’L’uomo che usa l’intelligenza per quanto riguarda la sua dieta, le sue abitudini di sonno e che si esercita correttamente, sta senza dubbio assumendo le migliori medicine preventive fornite così liberamente e abbondantemente dalla natura’’
L’orientamento alla prevenzione e l’intenzione a responsabilizzarsi sul proprio stato di salute appare dunque chiaro nei suoi scritti.

Boxeur, sciatore, tuffatore, dopo essere stato arrestato in quanto tedesco, nel 1914, viene internato sull’isola di Mans diventando l’allenatore dei suoi compagni carcerati, dove osserva gli effetti della propria tecnica Pilates sul corpo dei prigionieri che usciranno dalla detenzione in piena forma.

Ricco di queste esperienze e influenzato da altre tecniche celebri dell’epoca, come il metodo Mensendieck, dal quale s’ispira per il concetto di core come punto di convergenza delle forze nel corpo umano, o ancora il metodo Delsarte, che ritroviamo nel concetto di trilogia mind body and spirit, arriva nel 1924 a depositare in Germania un primo brevetto di quel che diventerà il Reformer, una macchina, oggi associata al Pilates e conosciuta a livello mondiale, basata su delle resistenze per lavorare il corpo intero, rinforzandolo e allungandolo contemporaneamente.

Con in tasca 500 Dollari, decide allora di partire alla volta degli Stati Uniti. Sulla nave che lo conduce verso la sua nuova vita, incontra Clara Zeuner, che diventerà la sua seconda moglie e lo aiuterà nell’apertura del suo studio a New York. Il suo nome comincia a risuonare, e comincia presto ad essere riconosciuto in città: le celebrità iniziano a frequentare il suo studio, tra loro personaggi come Peggy Guggenheim, Jeanne M. Vanderbilt, Samuel Goldwyn, Laurence Olivier e Vivien Leigh, Montgomery Clift e moltissimi altri appartenenti al mondo del cinema, della danza e dello spettacolo.
Nel 1932 Pilates inizia a progettare mobili convertibili per l’allenamento a casa e deposita il brevetto per la « Chair » e per il « letto a forma di V ». La sua tecnica si affina e definisce 500 esercizi che adatta per essere eseguiti sia sul tappeto che sulle macchine da lui inventate.

Joseph Pilates muore nel 1967 a 87 anni, e sua moglie Clara continuerà ancora per una decina d’anni il suo lavoro. I suoi allievi, chiamati The Elders (Bruce King, Katie Grant, Carola Trier, Eve Gentry, Lolita San Miguel, Mary Bowen, Ron Fletcher et Romana Kryzanowska ) continueranno a diffondere la tecnica dopo la sua morte.

Possiamo ritrovare le sue idee rivoluzionarie nelle sue opere:
Your Health: A Corrective System of Exercising That Revolutionizes the Entire Field of Physical Education.
(1re éd. 1934)

Return to Life Through Contrology, New York, J.J. Augustin, 1945, eco-scrittura con William J. Miller.

Joseph Pilates vita storia metodo
Joseph Pilates vita storia metodo
JOSEPH PILATES MENTRE EFFETTUA ALCUNI ESERCIZI SU MACCHINA

Joseph Pilates: i 6 principi del Contrology

I successori di Joseph Pilates hanno codificato 6 principi presenti nei suoi scritti, sui quali la tecnica Pilates si basa:

1. Respirazione

’’La respirazione pigra converte i polmoni, letteralmente e figurativamente parlando, in un cimitero per la deposizione di germi malati, morenti e morti.’’ — J.H. Pilates
L’igiene di vita naturopatico e l’influenza dello yoga hanno fortemente influenzato il pensiero di Joseph Pilates. A partire dagli effetti disintossicanti, fino all’attivazione del diaframma e degli addominali, la respirazione e soprattutto l’espirazione sono alla base dell’insegnamento di questa tecnica. Senza respirazione un movimento non può esistere.

2. Controllo

’’Idealmente, i nostri muscoli dovrebbero obbedire alla nostra volontà. Ragionevolmente, la nostra volontà non dovrebbe essere dominata dalle azioni riflesse dei nostri muscoli.’’ — J.H. Pilates
Questo punto è talmente importante da dare nome alla tecnica stessa, Contrology: la scienza del controllo. Su questo punto Pilates raggiunge Thomas Hanna sul suo concetto di amnesia sensitivo-motrice: Pilates è convinto che i nostri muscoli dovrebbero sottostare alla nostra volontà e non ai riflessi muscolari. Soltanto attraverso la presa di coscienza e il controllo il corpo potrà essere realmente libero dalle tensioni causate dalla vita moderna.

3. Concentrazione

’’Concentratevi sul movimento ogni volta che lo eseguite, altrimenti ne perderete ogni beneficio.’’
— J.H. Pilates
La concentrazione è dunque necessaria all’esecuzione. La capacità di concentrazione può rappresentare un ostacolo quando si inizia a praticare il Pilates, ed è necessaria per progredire in sicurezza. Concentrarsi sull’esercizio, sulla propria sensazione ma ugualmente sull’istante presente, su se stessi, costituisce una sorta di meditazione che dura per tutta la sessione.

4. Centro

Durante gli anni di pratica della boxe, Joe Pilates ha potuto sperimentare su se stesso che la potenza del movimento non veniva dal braccio, ma da tutto il corpo e in particolare dalla zona che definisce «centro» un vero e proprio punto di convergenza delle forze. Gia presente sotto la definizione di «centrale» nel metodo fondato dal medico Beth Mensedieck, agli inizi del 1900, per indicare la zona tra il sacro, le ossa pelviche e le vertebre lombari, il principio di centro prende in Pilates il nome di powerhouse. Chiamato anche core, la zona compresa tra il perineo e la cassa toracica (Winsor, 1999) è considerata come origine di tutti i movimenti del corpo. Dal punto di vista muscolare, possiamo includere nel powerhouse i muscoli addominali, lombari, flessori ed estensori dell’anca e il pavimento pelvico: il centro a dunque un ruolo fondamentale sulla postura pelvica, sull’allungamento spinale e la conicità addominale.

5. Precisione

Questo punto fa riferimento alla precisione con la quale Joseph Pilates ha concepito e sviluppato ogni singolo esercizio della sua tecnica. L’efficacia di un esercizio non è data da quante ripetizione eseguiamo ma di come lo eseguiamo. Nel suo libro, Joseph ci spiega chiaramente che praticare un esercizio in troppe ripetizioni ha come solo risultato di stancare e infiammare il muscolo producendo tossine, di cui non abbiamo assolutamente bisogno!

6. Fluidità

Focalizzarsi sulla fluidità e la sincronizzazione del movimento con la respirazione è una caratteristica che viene dallo yoga, e serve a creare un ritmo armonioso, trasformando la sessione in una meditazione in movimento: siamo ben lontani dal concetto di allenamento venduto come brucia calorie su siti online e in centri fitness. Muoversi in modo «denso» senza mai fermarsi tra un esercizio e l’altro, utilizzando transizioni armoniose e piacevoli, ci da la possibilità di controllare i movimenti ed essere all’ascolto delle nostre sensazioni per un viaggio che dura un’ intera sessione.

Pilates. Un metodo olistico

“Ma…che muscolo fa la lavorare questo esercizio?”. Ecco la domanda che gli allievi mi pongono almeno 10 volte al girono. Contrariamente a quel che spesso vediamo, il metodo pilates non è stato creato come una semplice serie di esercizi volti ad allenare un muscolo o un gruppo di muscoli in particolare.

Il nostro obiettivo nell’allenamento non è costruire grandi e potenti muscoli ma muscoli lunghi e flessibili, sviluppati uniformemente e capaci di lavorare in sinergia quando svolgiamo azioni della vita quotidiana come camminare, correre, sollevare pesi.
Il metodo Pilates è stato creato come un metodo olistico per tutti, con un solo obiettivo finale: la salute.

Leggendo i libri di Hubertus Joseph Pilates riceverete istruzioni su come mangiare, come riposarvi, come respirare, come e perché trattare e pulire la pelle.
Parallelamente agli studi che in tutto il mondo insegnano e diffondono il metodo su solide base di studio, il business dello sport a creato un concetto commercialmente attrattivo, utilizzando in modo atletico gli esercizi del metodo nelle sessioni che si avvicinano più al fitness che al metodo Pilates, originalmente inteso.
I benefici non saranno gli stessi e gli infortuni non saranno da escludere.

Le macchine del Pilates

’’Ho inventato tutte queste macchine… che resistono ai tuoi movimenti nel modo giusto, quindi quei muscoli interni devono davvero lavorare per resistere a questa forza di trazione. In questo modo puoi concentrarti sul movimento. Devi sempre farlo lentamente e in modo fluido. Allora tutto il tuo corpo lavorerà nel modo giusto.’’ — J.H. Pilates
Il vero merito di Joseph Pilates è l’invenzione delle macchine per aiutare i suoi clienti a lavorare semplificando l’esecuzione degli esercizi che possono essere troppo intensi o pericolosi sul tappeto. Mi capita a volte di lavorare con alcuni clienti che vantano una pratica decennale della tecnica, ma sono incapaci di ricordare il nome delle macchine su cui hanno lavorato, completamente incoscienti della loro origine. Per praticare in sicurezza la tecnica è necessario conoscere il nostro corpo, che utilizziamo come vero e proprio strumento di lavoro: conoscere l’origine, la storia degli strumenti di allenamento da senso agli esercizi che si eseguono. Un vero professore lo trasmetterà all’allievo insieme alle norme di sicurezza e ai settings necessari per costruire un allenamento personalizzato, adatto a ogni situazione e morfologia.

Cadillac Pilates

Il concetto di Trapeze Table, chiamata più comunemente Cadillac, risale alla prima Guerra Mondiale, in un contesto di rieducazione funzionale. Come nasce? Per poter lavorare sui pazienti, Joseph Pilates applica delle molle ai letti d’ospedale trasformandoli in strumenti da allenamento. Successivamente, rielabora questo concetto trasformando il letto in una tavola imbottita, circondata da un baldacchino metallico. Sulle sbarre laterali, degli occhielli servono da attacco per le molle a cui sono applicate le cinghie, le maniglie o una barra in legno (roll down barre). Dal lato opposto alla Roll down, si trova un trapezio di metallo inclinabile (push through barre). Questo sistema di ganci e molle permette infinite possibilità di settings per trovare la resistenza adatta al corpo e al livello del cliente.

Universal Reformer Pilates

La macchina più polivalente e famosa inventata da Joe è la Universal Reformer, basata su una struttura in legno sulla quale scorre un carrello collegato a molle, in origine quattro e tutte della stessa intensità, oggi di colori e intensità differenti nei modelli più moderni. Alle estremità, per muovere il carrello, una sbarra per i piedi, regolabile a diverse altezze, e delle cinghie regolabili in cuoio, oggi di corda. Il numero delle molle fissate al carrello determina la resistenza o il sostegno necessari a eseguire l’esercizio. Quando il carrello necessita si essere fermo, tutte le molle vengono attaccate. Se nessuna molla è collegata, il lavoro di controllo del carrello è interamente domandato al cliente, che può lavorare seduto, sdraiato, in ginocchio o addirittura in piedi . Altri accessori possono essere fissati come la come la Jumpboard, per la pratica dei salti. L’allenamento classico su Reformer è costituito da un repertorio di più di 50 esercizi che lavorano globalmente il corpo in forza ed elasticità. 
 Le scuole contemporanee hanno sviluppato un repertorio più vasto e ricco di esercizi per tutti, a adatto a qualsiasi età, alle morfologie ed alle patologie più comuni. Negli studi oggi, possiamo trovare, (come nel nostro centro a Milano – The Cross) versioni di Reformer più moderne, elaborate dai fabbricanti in metallo e plastica, evitando materiali non etici e potenzialmente allergizzanti, come il cuoio, che permettono ancora più possibilità di adattamento.

Wunda Chair

Infaticabile Inventore, per i suoi clienti newyorkesi che necessitavano un metodo di allenamento casalingo, Joseph Pilates ha creato la Wunda Chair, una poltrona convertibile in macchina d’allenamento, che i clienti potevano inserire in casa come mobile d’arredamento. Composta da un piatto e da un pedale connesso a due molle regolabili su diversi livelli d’intensità, questo attrezzo è indicato particolarmente per i corridori, gli sciatori, i ciclisti che desiderano guadagnare forza, ottimizzare gli allineamenti degli arti inferiori e migliorare le performances sportive attraverso uno schema di movimento più efficace.

Ladder Barrel Pilates

Joseph Pilates amava la birra! E la riceveva in fusti con i quali un giorno decise di creare il Ladder Barrel, uno strumento per lavorare la colonna vertebrale in flessione, estensione, flessione laterale, particolarmente indicato per le persone che presentano problemi di allineamento e scogliosi. Il Barrel è composto da una superficie convessa, arrotondata e imbottita, accompagnata da una spalliera bassa. La distanza tra queste due strutture è regolabile secondo l’altezza e le necessità del cliente. Per lavorare sul tappeto, è stata sviluppata la versione « Mini » che viene chiamata Spine Corrector.

I piccoli accessori nel Pilates

Partendo dall’anello che circondava la botte di birra, flessibile ma resistente, Pilates ha creato il Magic Circle che oggi troviamo in commercio in mille colori. Questo piccolo strumento, che riscuote successo nei corsi collettivi su Mat, aveva in origine maniglie in legno.

Gli accessori meno conosciuti, ma sempre geniali: la Toe Corrector, un piccolo oggetto costruito da una molla che unisce due anellini destinati all’allenamento dei piedi, in particolare degli alluci e il Foot Corrector, una piccola piattaforma montata su molle per l’allenamento dei muscoli plantari, direttamente riconducibili alla conicità del perineo.

Vantaggi e controindicazioni del Pilates

La vasta gamma di esercizi e modifiche possibili, conferisce al metodo la più grande adattabilità in termini di morfologia, età e patologie esistenti, a condizione di rispettare il proprio livello di pratica ed essere coscienti del proprio stato di salute. Un parere medico e un certificato di non controindicazione alla pratica del Pilates, saranno indispensabili per avvicinarsi a questa pratica.
I corsi collettivi di Pilates Matwork su tappeto, presenti ormai nelle sale, studi di fitness, danza etc… possono essere economicamente più attrattivi per coloro che desiderano ridurre i costi, ma non saranno una soluzione adattabile a tutti. Anche a livello base, il Matwork impone al corpo stress posturali e sforzi sfavorevoli a certe problematiche notoriamente alla colonna vertebrale: la sofferenza di ritrovarsi in certe posizioni, troppo estreme o fastidiose, non porterà alcun beneficio, al contrario ridurrà il benessere e nel peggiore dei casi, uscirete dal corso con dolori o conseguenze sgradevoli. Contrariamente a quel che il cliente pensa quando sente la parola «macchina», le invenzioni di Joseph Pilates sono state concepite con l’intenzione di proteggere e facilitare il lavoro del cliente, rendendolo più accessibile.
Diventa possibile per il professore, dopo aver stabilito un bilancio morfologico ed essersi informato sulla storia clinica e gli eventuali problemi patologie presenti, adattare le intensità e il repertorio per procedere in un allenamento progressivo che porterà i migliori risultati, visibili già dopo le prime sedute. Se iniziate la pratica del pilates o avete l’intenzione di riprendere l’attività fisica dopo una lunga pausa, dirigetevi piuttosto verso dei corsi privati, in modo che il vostro insegnante possa correggervi e scegliere un repertorio su misura, personalizzato sulle vostre necessità.
Quando scegliete un professore, informatevi sulla sua formazione: un vero insegnante di Pilates si è formato e certificato su tutte le macchine Pilates e non solamente sul Matwork o su una sola macchina.
Tratto da Dynamiques Naturelles Ilaria Bolzoni
Bibliografia

B. Montagard,
L’encyclopedie du Pilates, Ed Flammarion, 2018.
J. E. Muscolino, S. Cipriani,
Pilates and the « powerhouse », Journal of Bodywork and Movement Therapies. 2004,
J.H Pilates,
Return to life Through Controlgy, William John Miller, 1945.

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