Danza Modern Contemporary
Scopriamo le origini, la storia e le principali tecniche della Danza Modern Contemporary.
In questo articolo parleremo di:
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BREVE INTRO STORIA DELLA DANZA
La danza accompagna da sempre la vita degli esseri umani. Nata come istinto primordiale, assume sin dalla preistoria una grande importanza nei momenti di aggregazione tra le persone, nei riti religiosi e naturali, mezzo di espressione e divertimento se si pensa alle rappresentazioni teatrali nel mondo greco.
Nel periodo medievale, con l’avvento del Cristianesimo, la danza venne in parte proibita perché ritenuta peccaminosa e bisogna attendere fino al XVII secolo per rivedere questa arte nelle corti italiane e francesi. Lo sviluppo della musica strumentale, infatti, riportò in vita la danza nei più importanti palazzi reali europei dove era considerata un’arte raffinata ed esclusiva
COME NASCE LA DANZA MODERN CONTEMPORARY: la fondatrice Isadora Duncan ed il suo filone
L’espressione “danza moderna” nasce più tardi a partire dalla fine del XIX secolo inizi del XX secolo, periodo di ricerca e di rottura con il balletto classico, per definire un modo libero di interpretare la danza.
Con il termine “danza moderna o Contemporary Modern“si definiscono generalmente gli sviluppi della danza che portarono ad un nuovo modo di concepire la danza di scena, in contrapposizione al balletto classico-accademico; si può dire quasi una danza di rivolta contro i modelli imposti dall’estetica e dallo spirito del tempo, in quanto andava a ricercare un modo di danzare più intimo e personale.
L’innesco fu la diffusione, in questo periodo, delle teorie sul linguaggio del corpo del teorico francese
François Delsarte, il quale ispirò tre intraprendenti donne americane che con la loro danza hanno aperto la strada alla nascita della ‘’danza libera’’: Isadora Duncan, Ruth St. Denis e Loie Fuller.
Con Isadora Duncan, simbolo per eccellenza della ‘’danza libera’’, avviene una rivalutazione del contenuto della danza rispetto alla forma, intesa come ricerca del movimento corporeo in sé, privato di ogni artificiosità.
NELLA FOTO ISADORA DUNCAN
“Trovare quei movimenti fondamentali del corpo umano dai quali tutti i movimenti della danza futura dovranno svilupparsi in un eterno variare, naturalmente, in sequenze senza fine – questo è il dovere del nuovo danzatore di oggi” – Isadora D.
Come afferma la Duncan nella suo libro “La mia vita’’, lasciar parlare il corpo attraverso l’espressività del
gesto e la naturalezza dei movimenti semplici , è la chiave più semplice per accedere all’animo degli
spettatori: inspirata dal peplo dell’antica Grecia, è stata infatti la prima a rifiutare il tradizionale tutù e le
scarpette con la punta per adottare una semplice tunica bianca e piedi scalzi, con i quali l’armonia dei
movimenti veniva ancor più esaltata.
Eliminando qualsiasi elemento decorativo che potesse distogliere l’attenzione del pubblico dalla sua
persona, sulle orme di Delsarte, si impegnò a riscoprire l’unità fra corpo e anima, così profonda che il
linguaggio naturale dell’anima sii tradurrà in movimento del corpo.
Alla Grecia di Isadora Duncan, la St. Denis sostituì altri riferimenti mitici, trovando fonte di ispirazione nelle
antiche civiltà e in quelle aree dell’Estremo Oriente in cui la danza rimaneva a stretto contatto con la sfera
del sacro.
E diversamente dalla Duncan, la St. Denis dedica una particolare attenzione al contorno scenografico,
dall’arredo ai costumi, alla disposizione delle luci, per creare la cornice adatta alle sue danze.
NELLA FOTO “SERPENTINE DANCE”
Loïe Fuller, come si può leggere nella sua autobiografia, definisce la danza come un fluire di movimenti che
producono un vortice di sensazioni. E per far ciò, iniziò a sperimentare come i tessuti si trasformassero a
seconda del movimento del corpo e delle luci. Famosissima la sua “Serpentine Dance“, un connubio
perfetto tra danza e illuminotecnica.
DANZA CONTEMPORANEA PRINCIPALI TECNICHE
I coreografi successivi al filone di Isadora Duncan, partendo dall’individuale esigenza di esprimersi, tendono ad organizzare i risultati in veri e propri sistemi didattici. Nascono così tecniche trasmissibili oggettivamente con relativi linguaggi differenziati, generati da un presupposto soggettivo. Ed è proprio l’esistenza di varie tecniche rispetto ai rigidi canoni della tecnica accademica, la caratteristica fondamentale della modern dance.
Negli anni ’30, il periodo di definizione delle tecniche, collochiamo un’altra importante protagonista nella storia della danza moderna che si forma nella scuola di Ruth St. Denis: Martha Graham.
Marta Graham Dance Company nella coreografia “The rite of spring”
Il punto di partenza della tecnica della Graham va localizzato nella respirazione, con l’alternanza di flusso e
riflusso (Contraction/Release)
, e ha il suo punto focale nell’addome e precisamente nella zona pelvica che,
nell’atto della respirazione, coinvolge anche il torace e quindi la totalità del corpo.
Tipiche dello stile della Graham sono inoltre le cadute, intese come scariche di energia verso il suolo,
concepito come partner del danzatore a cui fornisce l’appoggio necessario per rialzarsi. Un altro
movimento ricorrente è la torsione che a partire dalla vita coinvolge tutto il busto secondo una dinamica di
opposizione. Ne deriva una danza angolosa ed energica, sensuale e travolgente, sempre fortemente espressiva, movimentata da scatti, cadute, torsioni, cambiamenti di direzione che originano sempre dalla forza del centro e caratterizzano in senso originalissimo il nuovo linguaggio creato dalla Graham.
Allievo di Martha Graham è Merce Cunningham, altro importante protagonista di questo lungo secolo della danza che viene considerato il fondatore della post-modern dance. Di che cosa si tratta?
Nota anche come danza contemporanea, prosegue la rivoluzione attuata dalla danza moderna a favore di
nuove espressioni corporee, che talvolta comprendono anche la recitazione. Ha come fulcro la spontaneità,
l’improvvisazione e la gestualità, ma questa volta la danza entra nel quotidiano e coinvolge direttamente il
pubblico.
La grande innovazione introdotta da Cunningham fu l’importanza data alla plasticità del movimento ed alle
immagini geometriche che il corpo riesce a riprodurre. Inoltre musica e danza sono concepite autonome,
condividendo sempre lo stesso spazio, nelle infinite direzioni del quale il corpo può proiettare la propria
energia.
CARATTERISTICHE DELLA DANZA MODERNA
La danza moderna preferisce movimenti lineari: si valorizzano il gesto e il movimento che esprimano la
personalità del danzatore, a partire dalla naturalità. La dinamicità nei movimenti deriva da una loro
concatenazione: ogni punto di arrivo è il punto di partenza del movimento successivo.
L’elemento di maggiore rottura con i rigidi schemi del balletto classico è l’espressività, con la quale si va a spostare il focus sulla capacità di comunicare ed emozionare attraverso il movimento stesso.
I movimenti di danza moderna tuttavia hanno anch’essi un vocabolario preciso. La tecnica Graham, per esempio, non è affatto danza “libera” alla maniera di quella di
Isadora Duncan, né un “linguaggio personale”, ma una vera e rigorosa tecnica di danza. Stesso discorso vale per le tecniche Cunningham,
Horton, Humphrey-Limón e tante altre sviluppatesi successivamente.
Nella “modern dance” non c’è un’estetica a priori che definisce lo spazio e ne impone i limiti al corpo, come nella danza classica, ma è invece il corpo del ballerino con il suo movimento che crea il proprio spazio e lo definisce.
Parsons Dance Company
Ancora oggi la danza moderna-contemporanea
continua il suo percorso di evoluzione e rimane un riflesso
dell’epoca in cui viviamo. Viene spesso usata come strumento di protesta, espressione di un sentimento di
disagio o del lavoro interiore dell’essere umano. I coreografi, infatti, si ispirano a diverse fonti: musica,
pittura, arti visive, per creare una danza alla ricerca di sé che trova sempre nuovi modi di comunicare con il
pubblico.
benedetta angelini
Bibliografia e sitografia
Life and people magazine, Viaggio attraverso la storia della danza occidentale: dalle origini ai nostri giorni
Leonetta Bentivoglio, La danza moderna, Milano, Longanesi, 1977
Storia della danza occidentale, di Silvana Sinisi
La mia vita – Isadora Duncan
www.parsonsdance.org
